Le nuove frontiere del lusso

Le nuove frontiere del lusso

L’economia mondiale si trasforma. Nuove nazioni e nuovi consumatori si affacciano al benessere e il mercato del lusso, specchio dei consumi delle classi benestanti, cambia volto.

Il fashion e gli acquisti relativi sono uno dei primi indicatori della vocazione di un paese verso il lusso. Il fashion ha infatti la peculiarità di essere fatto proprio dalle classi più elevate, per poi essere acquisito anche dagli altri strati della popolazione attraverso le collezioni prêt-àporter e i vari brand di largo consumo. Per questo un’analisi del mercato del lusso ci aiuterà a capire come si muoverà il mercato del fashion.

La quattordicesima edizione di “Luxury Goods Worldwide Market Monitor” della società di consulenza Bain&Company, in collaborazione con la Fondazione Altagamma, ha messo in luce un rallentamento graduale nella crescita del mercato mondiale del lusso.

Negli ultimi quindici anni, il numero totale dei consumatori mondiali è aumentato da 140 milioni a oltre 350 milioni. Il fatturato del mercato dei beni di lusso ha raggiunto i 224 miliardi di euro nel 2014, con un incremento del 3% rispetto all’anno precedente, mentre nel 2015 si è assestato sui 253 miliardi, che si traduce in una crescita solo dell’1-2%.
Nonostante la Cina e il Giappone abbiano ancora un ruolo predominante nel mercato del lusso, malgrado il rallentamento di Hong Kong e Macao, oggi assistiamo ad uno spostamento in Africa e in Medioriente.

Il mercato dei beni di lusso in Africa ha raggiunto i 4 miliardi di dollari nel 2014 e, secondo Euromonitor, potrebbe accrescersi del 31,2% entro il 2019.

Nel continente è aumentata sensibilmente la percentuale dei ricchi; di conseguenza si è verificata un’impennata nella domanda dei beni di lusso, richiesti dalle nuove classi abbienti per manifestare il loro status e, in generale, la loro apertura al mondo. La società di consulenza Knight Frank prevede che il numero dei milionari africani raggiungerà entro il 2024 il 53% , la più alta percentuale di crescita di tutti i mercati.

In Africa sono presenti circa 50 luxury monobrand store, concentrati per la quasi totalità in Marocco e nel Sud Africa e con LVMH e Richemont in testa. È molto probabile che le aziende del lusso saranno sempre di più grazie ad una crescita significativa del PIL e agli investimenti del governo in infrastrutture e in centri commerciali.

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Image credits: qnm.it

In Medioriente le vendite dei beni di lusso superano i 6,74 miliardi di dollari, con gli Emirati Arabi al primo posto e Dubai che detiene il 30% del mercato mediorientale.

Per tutto il 2015, negli Emirati Arabi il basso costo del petrolio e una tassazione contenuta hanno causato una massiccia immigrazione di persone ad alto reddito. Ciò ha portato ad un aumento della richiesta dei beni di lusso, già significativa per l’elevata domanda interna e il numero importante di turisti provenienti soprattutto dall’Arabia Saudita, dalla Cina, dalla Russia e dall’India.

Rolex, Cartier, Louis Vuitton, Dolce & Gabbana and Gucci sono i luxury brands più richiesti nei numerosissimi e immensi centri commerciali fioriti negli ultimi anni, come Dubai Mall e Mall of the Emirates a Dubai e The Galleria e Yas Mall ad Abu Dhabi.

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Image credits: thousandwonders.net

In conclusione, un buon manager del fashion e del lusso deve essere capace di coniugare capacità di innovare e creatività con conoscenze approfondite di macroeconomia, che gli permettano di leggere, interpretare e prevedere l’andamento dei mercati in un periodo in cui l’economia è più fluida che mai.

Competenze

Postato il

16 febbraio 2016