Cibo di qualità, sano e sostenibile: ecco cosa chiedono oggi i consumatori

Cibo di qualità, sano e sostenibile: ecco cosa chiedono oggi i consumatori

Qualità, innovazione e flessibilità sono la risposta del settore Food ad un mercato in continuo cambiamento.

Il 31 ottobre si è concluso l’Expo, che ha puntato i riflettori sul cibo e sulla necessità di garantire un adeguato nutrimento alla popolazione della terra, salvaguardando gli equilibri mondiali.

Questo grande evento è stato il riflesso di una attenzione collettiva sempre maggiore in fatto di alimentazione e che si traduce in scelte più consapevoli e mirate dei consumatori. Oggi infatti il cibo deve rispondere principalmente a quattro requisiti: essere di qualità, sano, etico e sostenibile.

Le persone sono meno fedeli al brand, mentre cercano prodotti freschi e genuini per un consumo immediato, ed una maggiore trasparenza e chiarezza informativa nelle etichette nutrizionali.

Nella società moderna ha grande valore la forma fisica e la salute, per cui proliferano gli alimenti appartenenti alla categoria “Less is More”, cioè poveri di grassi e zuccheri o di sostanze che provocano intolleranze, e a quella “More is More”, cioè arricchiti di calcio, vitamine, antiossidanti. Rispetto al passato vengono consumati più frutta, verdura e cibi integrali.

In questi anni è diventato di moda rifornirsi di prodotti a “km 0” nelle farmer markets o nei negozi di settore. I
consumatori vogliono conoscere la provenienza di ciò che servono sulle loro tavole, desiderano incontrare di persona i produttori e valorizzare le peculiarità del territorio. Un trend che, nel nostro paese, si inserisce nella tendenza di difesa del Made in Italy dalla minaccia della concorrenza straniera.

Si è sviluppata inoltre una maggiore sensibilità per le problematiche ambientali e le condizioni dei lavoratori, perciò gli acquirenti sono orientati verso l’agricoltura sostenibile (biologica, biodinamica o le produzioni integrate) e alimenti vegani e vegetariani. Basti pensare al successo di Slow Food, Whole Foods Market e Universo Vegano, o alla fortunata operazione di Mc Donald’s di rivisitare in chiave “bio” alcune sue specialità. In Italia 1 persona su 10 è vegetariana e 1 su 50 è vegana, mentre il biologico cresce del +20% l’anno.

Nell’era dei social network la dimensione etica può essere fonte di pericoli per l’immagine delle aziende, in quanto il potere dei consumatori di organizzarsi ed esprimere il loro dissenso con il boicottaggio delle merci sotto accusa è aumentato in maniera esponenziale grazie al moltiplicarsi delle fonti d’informazione.

Il settore dei Consumer Goods, e in particolare quello del Food, si caratterizza dunque come un mercato fluido e reattivo, che deve mantenere alto e stimolare il desiderio di acquisto anche in tempo di crisi. Perciò, chi ricopre ruoli dirigenziali nel Consumer Goods deve possedere buone doti di “crisis management” e avere la capacità di leggere ed interpretare la realtà – economica, sociale e culturale – in relazione alle ricadute che essa ha in questo campo: per gestire le diverse problematicità, offrire una risposta repentina alle richieste dei consumatori, ma anche per anticipare e indirizzare gusti e tendenze.

Competenze

Postato il

2 febbraio 2016